Avevo quattro anni quando fui colpita dalla polmonite, mettendo a rischio la vita, perchè a quei tempi non era stato ancora scoperto l’antibiotico, oggi toccasana di tante gravi malattie. Conservo ancora sulle spalle delle profonde cicatrici lasciate dai cataplasmi di semi di lino, che mi venivano applicati bollenti per risolvere l’infezione: l’unico rimedio a quei tempi.
Rivedo mia madre, quando mi aiutava a camminare, dopo la lunga degenza che mi aveva indebiolito le gambe.
Mi teneva sotto le ascelle come si fa come i neonati.
Quanta pazienza nello stimolarmi a mangiare, per rinvigorire il mio corpo provato dalla malattia! Giorno e notte mi circondava di premure agevolando la mia guarigione.
Anche mio padre quando rientrava dal lavoro, veniva subito a salutarmi portandomi qualche giocattolino spesso confezionato con le sue mani.
I lavori domestici che affrontava mia madre, erano, ai miei tempi, piuttosto pesanti senza l’aiuto degli elettrodomestici, oggi in dotazione in tutte le case. Quanta fatica doveva affrontare per lavare a mano il bucato di otto persone che richiedeva risciacqui su risciacqui; ma l’appagava vedere sempre i suoi figli puliti e ordinati.
Affiora alla mia mente anche un ricordo scolastico: ero seduta sul banco della terza fila vicino alla finestra e scrivevo sul mio quaderno a righe con la copertina nera, la data del 1° ottobre 1934. Avevo sette anni e frequentavo la seconda elementare con la maestra Maria Poma: una signora robusta che teneva sempre in mano un righello che batteva sulla cattedra per imporre il silenzio. La classe era numerosa (45 bambine) e gli scolari non potevano uscire dai banchi senza il suo ordine.
Durante la ricreazione, ci faceva stendere il tovagliolo sul banco per consumare la merenda e non lasciare cadere le briciole per terra. Si poteva chiacchierare solo quando ci accompagnava al bagno.
Serbo un brutto ricordo della maestra di terza che era molto gentile con le scolare che le offrivano doni e meno tenera con quelle di famiglia umile.

La signorina Carta di quarta elementare era invece un’insegnante affettuosa con tutte, era anziana ma il suo spirito giovanile. Ricordo che portava al collo un bel cammeo legato ad un nastrino di velluto nero che attirava la mia attenzione.
La maestra di quinta era invece una maestra severa ma materna: la signora Luigia Basso, che portava un cappellino a calotta che non si toglieva mai e sul naso un paio di occhialini a pinza che le rimpicciolivano gli occhi.

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5 Commenti to “Una nonna ricorda… 3”

  1.   mistycg Says:

    buon giorno bella signora..lei mi riporta nei ricordi e racconti dei miei nonni..
    mia figlia porta ancora il tovagliolo bianco a scuola per la merenda.oggi non è cambiato molto,ci sono sempre le maestre meno gentili con qualcuno,e più gentili con qualcun’altro…e i motivi? li può immaginare,è cambiato poco..l’antibiotico,grazie dio almeno quello…ma non ovunque come lei saprà benisssimo.
    piacere di venire a curiosare nella sua vita..che sa di cosi bello..un bacio da misty

  2.   campanellino Says:

    IL PRIMO OTTOBRE!!! è il mio compleanno! e a quel tempo avrei compiuto -48 anni!! ihihih :)
    Ogni tanto penso a come potrebbe essere la mia vita senza tutte queste comodità: l’aspirapolvere, il macina caffè, la lavatrice, la lavastoviglie e non posso fare a meno di pensare a cosa inventeranno tra 60 anni!
    Magari il teletrasporto!
    Camp*

  3.   fata Says:

    Che bello leggere queste memorie,mi ricordano quando mia nonna, che ha 86 anni,mi racconta di sè,e della sua vita,in un minuscolo paesino della Toscana dove vive tutt’ora,insieme agli altri 55 abitanti effettivi del luogo….lei,e i suoi conigli,la sua piccionaia,le galline,e quel bellissimo forno per fare il pane,pane che durava più di 15 giorni,e poi la fonte per lavare i panni,i lei che d’inverno spaccava la lastra di ghiaccio per poter lavare la biancheria,acqua gelata e mani nude…ora non capiamo più,vero dolce nonna?

  4.   lory Says:

    che emozione questi ricordi…sai, mia suocera fino a una decina di anni fa lavava ancora tutto a mano, perfino le lenzuola…poi, le abbiamo regalato la lavatrice!!! Ma lei faceva fatica ad abituarsi…che tenerezza che mi faceva…

  5.   lella 53 Says:

    ho preso da gente la tua e_mail mi ha incuriosita la tua volonta di imparare ad usare il computer…..ci sei riuscita benissimo!!ho letto le tue poesie sono molto belle, complimenti spero di leggerle ancora……cordiali saluti raffaella!!!!!!!

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