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Ho ricevuto in dono la Biografia della grande attrice Anna Magnani scritta da Matteo Persica.

Anna Magnani è conosciuta come una donna ardente, dal carattere ferreo e scontros0 che si batte per la verità e la giustizia; ma è anche una donna schietta, genuina, dalla parlata vibrante che arriva al cuore.

Ha un cuore gentile: ama i fiori e gli animali e in particolar modo i cani di cui si circonda e che tratta come esseri umani. Provvede a sfamare anche i gatti randagi portando loro del cibo nel cuore della notte.

Si sposa col regista Goffredo Alessandrini da cui si separa per incompatibilità di carattere. Dall’amore per  Massimo Girotti , nasce il figlio Luca che all’età di 4 anni viene colpito dalla poliomielite.

Uno dei suoi grandi amori fu Roberto Rossellini da cui viene abbandonata per Ingrid Bergman.

Ricevette il premio Oscar come miglior attrice straniera per il film “La rosa tatuata” girato a Holliwood. Dagli americani era ammirata alla stregua di Greta Garbo.

Tanti sono i suoi film rimasti nella storia del cinema tra cui “Roma città aperta” con la regia di Roberto Rossellini.

E’ morta a causa di un tumore il 29 settembre del 1973.

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E’ il titolo di una storia narrata da Stefania Porcu, mediante il diario, scritto da un ragazzo quattordicenne.
Marco viene inviato dalla madre da Brescia a Venezia per rintracciare suo padre, un colonnello fascista, che lavora nella polizia postale.
Marco ha cosi’ modo di conoscere il mondo dei militari americani, un mondo sfavillante di luci e musica.
Nelle loro orchestre,trombe esassofoni sprigionano musica ritmica e briosa, che fa volteggiare come piroette i ballerini specialmente
nel boogie wwoogie.
Marco si sente affascinato e muta opinione su di loro, chenon vede più come nemici, distruttori del suo paese, ma persone amiche che
attribuiscono alla guerra,la causa di tutti i mali.
Mediante il loro aiuto, ritrova suo padre, incarcerato come spia, e riesce a riportarlo a casa.
Il tempo passa e Marco, all’età di settantanove anni, dopo la morte di sua moglie Graziella, lascia Padova per raggiungere sua figlia residente a Cagliari. Tra le tante foto di famiglia, conosce sua madre all’età di diciannove anni ,bella,elegante e sorridente,davanti ad una fontana romana,
inviata a Roma dal padre, per dimenticare un innamorato non gradito dai familiari. La seconda guerra mondiale cambia i valori morali tradizionali, con il nuovo modello di vita , detta “dolce vita“.

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Ho letto”Italiani di domani” di Beppe Servegnini”, un grande giornalista, oltre che grande maestro di vita. Ha parlato nelle scuole enegli atenei a dei giovani, che hanno apprezzato le sue lezioni di speranza sulla rinascita del nostro paese.I nostri giovani non devono essere umiliati al punto da abbandonare la propria terra ma devono essere incoraggiati a dare il loro contributo di genialittà e creatività al nostro paese, da sempre all ‘avanguardia nella cultura e nell’ arte.

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Scrisse “Moscerine” una raccolta di racconti ,alcuni dei quali sembrano biogrfie di personaggi veramente vissuti.

Mi ha colpito  il racconto in cui si mette in evidenza la tristezza dell’uomo che ha vissuto nella solitudine senza aver dato e ricevuto amore.

Il professore Casimiro Mei, giunto alla fine della sua vita,si pone tante domande sulla vita trascorsa.

Rimasto solo dopo la morte della madre, fu allevato dai nonni non credenti. E’ cresciuto senza amore. Si sentiva un uomo insignificante agli occhi del prossimo, addirittura un essere invisibile.

Giunto alla fine della vita, chiese ad un lontano nipote di prendersi cura di lui in cambio dei suoi averi. Il giovane nipote lo segui come poteva : gli dava le medicine, gli preparava il pranzo, lo lavava, lo cambiava.

Alla fine sentiva anche affetto per questo vecchio senza famiglia. Anche il vecchio si accorse del suo affetto attraverso le carezze  spontanee del nipote. Era una sensazione mai provata nella sua lunga vita.In un attimo conobbe il valore dell’amore.

L’uomo, che credeva di morire  solo come aveva vissuto, ebbe la gioia  di conoscere l’amore, che gli riempì anche per poco tempo la vita.

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Ho letto il libro autobiografico di Veronica Pivetti “Ho smesso di piangere“.

Narrala sua triste e dolorosa esperienza di ammalata di tiroide e di depressione. Chi L’avrebbe mai detto ? Io la immaginavo una persona allegra,

brillante, ironica come la vediamo nei suoi filmati. Invece la nostra simpatica Veronica, ha sofferto molto e pianto molto per la forma di depressione, in cui era precipitata.

Ora è tutto superato e auguro alla cara e simpatica Veronica tanta buona salute e gioia di vivere. Continua a scrivere ma con meno parolacce!

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Il popolo argentino aveva adottato , in tempi passati,come guida nazionale, il poema nazionale intitolato “El gaucho Martin Ferro”.
Questo poema è stato riproposto e riscritto per non dimenticare le buone tradizioni.
Parla di un buon lavoratore che vive felice inseno alla sua famiglia e gode con gli amici delle feste familiari e popolari .
Non manca la frequenza alla scuola e alla chiesa da parte dei figli.
Poichè la corruzione ha portato il paese alla rovina, oggi gli Argentini desiderano riportare la popolazione ad una convivenza umana e fraterna.

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Ho letto il libro “Il nuovo papa si racconta” in una intervista con i giornalisti Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti.
Il Papa rispondendo alle domande postele dai due giornalisti, mette in chiaro con documenti alla mano e testimoni credibili,qunto impegno abbia messo per salvare tante persone a rischi della sua libertà e incolumità.
Ha parlato anche della attuale situazione critica de suo paese ma anche della speranza di riportarlo , superate le scorciatoie della corruzione
al benessere dei tempi passati.

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Ho letto in questi giorni L’ ultimo sopravvissuto” di Sam Pvinik, un polacco, che nel 1939 conobbe l’invasione tedesca.
Per quattro anni  la sua famiglia conosce il ghetto, il coprifuoco, gli stenti.
Dopo un rastrellamento, tutta la famiglia viene deportata al campo di Auschwitz. Mentre la famiglia trova la morte nelle camere a gas, Sam
sopravvissuto alle crudeltà delle SS e ai lavori forzati, riesce a salvarsi.
La storia di quest’ uomo, che ha conosciuto le efferandezze più ignobili, sopravvisse per testimoniare al mondo l’olocausto del popolo ebreo .

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la finestra sul mondo

Ho pubblicato la raccolta delle mie poesie, intitolata “La finestra sul mondo”.
Essa racchiude tutta la mia vita con gioie e dolori, vissuti nell’ arco dei miei ottantacinque anni.
Ho iniziato a scivere nei momenti di solitudine e di tristezza. Scrivendo, mi sembrava di parlare con una persona amica che mi ascoltava con viva partecipazione. Le raccontavo il mio stato d’ animo, triste o gioioso e mi sentivo appagata.
Dopo la pubblicazione, ho riletto tutte le poesie di seguito e mi sono resa conto che, le molte difficoltà della vita, hanno inciso sulla mia salute fisica, ma non hanno intaccato il mio spirito, rimasto giovane, nonostante l’età.
Ancora oggi sono sensibile alla bellezza della natura e del Creatore e di godere l’amicizia di tante persone amiche, che mi seguono assiduamente
e mi commuovono con i loro apprezzamenti.

Grazie a tutti di cuore.

http://ilmiolibro.kataweb.it/categorie.asp?act=ricerca&genere=tutte&searchInput=sebastiana+aru&scelgoricerca=nel_sito

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Ho letto il libro pubblicato da Flavio Insinna “Neanche con un morso all’orecchio”, in cui descrive la malattia del padre che ha seguito con grande dedizione. Commovente è stato il momento in cui il padre, uomo severo e autoritario, bacia la mano del figlio mentre lo accarezza.

Questo gesto colpisce profondamente Flavio che, nell’arco della sua vita, raramente aveva  ricevuto gesti amorevoli da lui .

L’unica nota negativa, di questo libro, è stato il ripetersi di espressioni volgari, certamente dettate dal dolore.

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